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Piazza Armerina – Azzolina


Piazza Armerina (Gallo-Italic of SicilyCiazzaSicilianChiazza) is a comune in the province of Enna of the autonomous island region of Sicily, southern Italy.

The city of Piazza (as it was called before 1862) developed during the Norman domination in Sicily (11th century), when Lombards settled the central and eastern part of Sicily.

But the area had been inhabited since prehistoric times. The city flourished during Roman times, as shown by the large mosaics at the patrician Villa Romana del Casale.Cathedral of Piazza Armerina.

Remains, artifacts of old settlements and a necropolis from the 8th century BC were found in the territory of the comune.

Boris Giuliano (1930-1979) was born in Piazza Armerina.

The town is famous chiefly for its monumental Roman villa with its exceptional mosaics in the Villa Romana del Casale, about 3 kilometres (2 miles) to the southwest.

It also has a range of significant architecture dating from medieval through the 18th century. The medieval history of the city is manifest in some of its houses, which show Norman or Gothic architecture. The main landmarks include a range of architectural styles:

  • The massive Baroque cathedral (17th and 18th centuries), built on the 15th-century foundations of a former church, from which the bell tower was taken and reused.[3] Also original to the 15th-century church are the Catalan-Gothic style windows on the left side. The dome dates from 1768. The façade has a notable portal with spiral columns by Leonardo De Luca. The interior, with a single large nave, houses the Madonna della Vittoria (Madonna of the Victory). The Byzantine icon is traditionally associated with the banner donated by the Pope to Roger I of Sicily during the Council of Melfi. The cathedral has an unusual two-sided crucifix by an unknown artist. The Diocesan Museum holds reliquaries, articles of silverware, monstrances and other religious art works.[4]
  • The nearby Palazzo Trigona, house of the wealthy family who commissioned the church.
  • The Church of Fundrò, known also as St. Roch, with a carved tufa portal.
  • The nearby Palazzo di Città (1613), characterized by a fresco ceiling by Salvatore Martorana.
  • The massive Aragonese Castle (1392–96). It is square in shape, with square towers.
  • The church of San Giovanni Evangelista (14th century), with an interior covered with frescos by Guglielmo Borremans and assistants.
  • The baroque church of Sant’Anna (18th century), with its original sinuous façade inspired by the buildings of Borromini.
  • The church of St. Martin of Tours (1163).
  • The church of Santa Maria di Gesù (16th century), now abandoned.
  • The Garibaldi Theatre.

Outside the city is the ancient church of the Priorato di Sant’Andrea (1096), founded by Count Simon of Butera, a nephew of Roger I of Sicily. It has important medieval frescoes.

Culture

Piazza Armerina holds an annual Palio dei Normanni, a re-enactment in costume of the entrance of the Norman Count Roger I to the city. It takes place on 12–14 August.

Language

See also: Lombards of Sicily and Gallo-Italic of Sicily

Piazza Armerina is one of the so-called “Lombard” communes of Sicily, as its dialect differs notably from that of the neighbouring region. This is due to the destruction of the old Piazza by king William I of Sicily, and the subsequent repopulation by William II (according to other scholars, during the slightly later age of Frederick II) with colonists coming from northern Italy (then collectively called “Lombardy”), especially from Monferrato and Piacenza.

FrazioniAzzolina, Farrugio, Floristella, Grottacalda, Ileano, Polleri, Santa Croce, Serrafina

Grottazzolina

Grottazzolina is a town and comune in the province of Fermo, in the Marche region of Italy.

Grottazzolina | Accommodation details
A turning point for the castle takes place at the time of the investiture struggle between Emperor Otto IV and Pope Innocent III, when Azzo VI d'Este known as Azzolino becomes lord of the Marca d'Ancona, known as Azzolino, securing possession of it for his dynasty. During the Este seigniory the castle was occupied by his successor: Azzo VII, invested marquis in 1217, thus taking it away from the canons of the Cathedral, generating a long dispute between the Fermo church and the Este. From the documents of the time the name "Grotta Azzolina" appears for the first time to underline the change at the top of the castle, it returns under the bishop in 1224, but Azzo VII maintains control over it with weapons. The dispute was resolved under Pope Gregory IX and in 1236 the usurped possessions returned to the Bishop, despite the refusal of Grottazzolina and other centers, shortly afterwards the Canons of the Cathedral also unleashed their protests as they did not like the transfer of ownership to the Bishop but the dispute is resolved in an agreement of 1239.
https://www.comune.grottazzolina.ap.it/pagina651_la-storia.html

Nel cuore della Provincia di Fermo, a metà strada tra il Mare Adriatico e i Monti Sibillini, su una dolce collina a
227 metri s.l.m., sorge Grottazzolina (3400 ab.), paese a storica vocazione artiginale ed imprenditoriale. La
sua storia ha origini molto antiche. Gli scavi archeologici della necropoli picena, effettuati tra il 1948 ed il 1953,
testimoniano primi insediamenti nel territorio nell’ VIII secolo a. C.. Poi il territorio passò al controllo dei
Romani (del periodo romano alcune tombe nella stessa area della necropoli picena) e subì le invasion
barbariche. Verso metà del X secolo d. C. fu edificato dai monaci Farfensi il castello, primo nucleo abitato del
paese, denominato Montebello; poco dopo passò sotto la dominazione dei Canonici della Cattedrale di Fermo,
che ne mutarono il nome in Grotta dei Canonici (Crypta Canonicorum). Il nuovo nome di Grotta Azzolina, ha
origini nel Basso Medievo: fu Azzo VII, detto Azzolino, a ribattezzare così il paese dopo aver preso possesso
della Marca Fermana nel XIII secolo. Dal XIV secolo Grottazzolina fu sotto il dominio della città di Fermo, retta
da un governo libero sotto lo Stato della Santa Sede. Il castello di Grottazzolina subì ripetuti saccheggi e
occupazioni nel corso degli anni e solo dopo il 1465 fu riportato l’ordine da parte del Senato Fermano.
Grottazzolina fu fortificata dal Signore di Fermo Oliverotto Uffreducci, il quale vi istituì una fonderia di cannoni:
di qui si narra derive la grande passione grottese per gli spari, i tonanti, e poi per I fuochi artificiali, tipici della
storica festa patronale. Il centro fu eretto a libero Comune nel 1537, ma dopo 10 anni tornò sotto la
giurisdizione di Fermo per ordine del Papa. Dal 1600 Grottazzolina fu poi governata, come altri 47 Castelli dalla
città di Fermo, attraverso Podestà e Vicari. Infine, dopo la battaglia di Castelfidardo, la sua storia si fonde con
quella del Regno d’Italia ed inizia l’autonomia comunale. La sua vivacità anche politica ha fatto sì che sulla
sedia di primo cittadino sedessero personaggi del calibro del baritono Francesco Graziani (1895 – 1901) e
Vincenzo Monaldi (negli anni ’20 fino all’avvento del fascismo che lo costrinse violentemente all’abbandono
della vita politica) professore di fama mondiale e primo ministro della Sanità della Repubblica Italiana. L’ultimo
secolo grottese è caratterizzato da un importante sviluppo artigianale e dalle piccole e medie imprese. Ancora
oggi il territorio è capace di conciliare i mestieri di una volta con le moderne tecniche produttive.
Vari i monumenti da visitare. Al centro dell’insediamento storico, il Castello Azzolino, simbolo dell’orgoglio
cittadino, con la sua cisterna medievale. La Cozzana, quartiere di antica memoria, abbraccia invece il lato est
della piazza Umberto I dove sorge il Palazzo Benedetti, ex ospedale ora sede associativa. Le chiese sono poi
dei veri gioielli. La parrocchiale di S. Giovanni Battista (ricostruita nel 1684, la precedente romanico – gotica
occupava il sito di un tempio romano pagano e di una prima Chiesa paleo – cristiana ) fu catalogata fra i
Monumenti Nazionali soprattutto per i suoi pregevoli stucchi. L’Inventario Nazionale degli Oggetti d’Arte del
1936 registra in particolare il quadro davanti l’altare maggiore, dipinto ad olio su tela raffigurante il Battesimo
di Gesù, probabile opera di Ubaldo Ricci nel secolo XVII, con ricordi del Pomarancio. La Chiesa del Ss.
Sacramento e Rosario (XVII sec.) conserva vari affreschi e pala d’altare di Luigi Fontana (1884), una statua della
Madonna della Neve in legno dorato e dipinto, realizzata dell’artista napoletano Aniello Stellato nel 1612 e un
organo callido. S. Maria a Piè di Costa conserva invece ancora affreschi databili al secolo XV. Monumenti più
recenti il teatro Comunale “Ermete Novelli” in stile liberty e il Palazzo Comunale , in stile romanico con
intonazione medievale e interessante torre merlata, frutto dell’opera di una cooperativa locale. Da rimarcare
infine la vocazione associsionistica del paese e le due principali feste: quella patronale dedicate alla Beata
Vergine del Perpetuo Soccorso ad inizio Giugno e la Rievocazione Storica “I Giorni di Azzolino “ad inizio Agosto.

Early Origins of the Azzolina family

The surname Azzolina was first found in Fermo, anciently Firmum, a town in the Italian marches in the province of Ascoli Piceno. Built 246 B.C on a hill on which there was a citadel until 1446. The 4th Roman legion was settled there. It was originally a limestone walled city. The Church of S.Francesco is notable. It came under the papacy in 1550. In those ancient times only persons of rank, the podesta, clergy, city officials, army officers, artists, landowners were entered into the records. To be recorded at this time, at the beginning of recorded history, was of itself a great distinction and indicative of noble ancestry.

Already in the fourteenth century they were enrolled in the noble council of elders. This surname is mentioned in several ancient writings that give news of some subjects, which were described in the Magistrate of the elders of the City, about the thirteenth and fourteenth century, but because luck left the news of the true descent of that one lost, or that up to the our times made it oppressed in such a way that there was no occasion to continue a certain memory, therefore it is, that, omitting yet to mention another peculiarity, I will take with the speech to the current years, where the same fortune made more benign to revive this Family , having first resurrected the Magistrato degli Anziani, albeit with the corrupted surname Zolini, from 1568. Gio. Battista, di Cesare with the gonfalonier Albero Albergati, who was brother of Francesco Azzolina's ancestor, finally in the person of the same Francesco after having been Anziani, from 1653 with Confal. Giovanni Lupari more

Coat of arms of family Azzolina
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